09/10/2013

Sveglia alle 5.00 ma alle 4.20 i miei occhi sono già sbarrati! In effetti mi sveglio sempre alle 4.20. Tu stavi per nascere alle 4.20, mio DinDon!
Siamo sul treno. Direzione Bologna. Andiamo a dare uno sguardo al domani. A capire se è il caso di aprire qualche porta. Ma penso solo a te. A quanto sia ingiusto questo mondo, che distrugge il cuore di una mamma e la costringe ugualmente ad andare avanti per l’altra figlia!
Sto male, ma intorno a me non percepiscono esattamente i bisogni del mio spirito. Son tutti lì che mi spronano, mi danno forza, mi invitano a fare cose, distrarmi… Ma io invece ho voglia di immobilità. Di pianto. Di lacrime e lacrime. Tutti ne sanno qualcosa… Tutti parlano… Vedrai che passerà… Cosa passerà? Passerà mai il dolore di averti perso, DinDon? Passerà la mia ansia? Passerà la paura di vivere? Cosa passerà!

Tra marzo e aprile i giorni scorrono lenti, o troppo veloci. Ale è a casa dal lavoro ma praticamente sta sempre fuori… Passeggia, gira… Non mi fa vedere la sua ansia! È lui quello forte! Io sempre sul divano impotente. Inutile.

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