13/10/2013

Oggi ho proprio difficoltà a scrivere. Oggi è il giorno che ho atteso per 9 mesi. E’ la tua data presunta del parto. Dovresti essere qui nel mio pancione in attesa di nascere, invece sei già volato via! E son passati 17 giorni.
Mi manchi, piccolo DinDon. Mi manchi come l’aria!

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2 pensieri su “13/10/2013

  1. Ciao cara Federica,
    innanzitutto grazie, grazie di cuore per aver condiviso questo blog con noi mamme del sito “genitori di una stella”. Io ti scrivo da Torino e ho perso Alessio il 26 giugno 2013. Era il mio secondo bambino arrivato a distanza di dieci anni dalla prima mia figlia. Un bambino desideratissimo e amato fin dal primissimo istante. Ho trascorso una gravidanza serena, in salute, nessun segno che lasciasse presagire un epilogo così triste e innaturale. Ho fatto per scrupolo non so quanti controlli e ogni volta tornavo a casa contenta e sollevata nel sapere che tutto provedeva bene. Il mio bimbo non se n’è andato all’improvviso, mi ha dato dei segnali, segnali che ho provato a descrivere ai medici che però sono rimasti del tutto indifferenti al mio grido di mamma e che anzi mi hanno spinta a pensare che fossi io l’isterica, quella che non sapeva stare tranquilla a poche settimane dal parto. Il mio piccino aveva smesso di muoversi il 22 giugno, mi sono fatta vedere ma sono stata rimandata a casa, sono tornata in Ps il 24 giugno e ancora una volta sono stata rimandata a casa perchè a loro dire tutto era regolare. Sino al 26 giugno quando tornata per la terza volta in Ps mi è stato detto che Alessio non c’era più. Mi è crollato il mondo addosso, mi sono sentita come una madre a cui è stato strappato dalle braccia il proprio bambino. Il mio Alessio era sanissimo, l’autopsia non ha rilevato nulla, non c’erano anomalie e la causa pare sia stata il cordone ombelicale stretto al collo. Vivo un dolore nel dolore tutte le volte in cui penso che forse se mi avessero tenuta sotto controllo non sarei qui a bracca vuote e col cuore perennemente in lacrime. Non riesco a metabolizzare questa situazione perchè al dolore mi si aggiunge una fortissima rabbia, rabbia per l’arroganza dei medici, per la loro superficialità e supponenza, per la loro incapacità di ascoltarmi. Avrei dovuto partorire il 17 luglio e ricordo perfettamente le sensazioni di quel giorno, così come ogni 26 del mese ripercorro il mio dramma. Quello che ci è successo segnerà per sempre le nostre vite, nessuno ci restituirà i nostri bambini e nessuno riuscirà a colmare il vuoto immenso che hanno lasciato. Per entrambe è ancora tanto presto ma leggendo “il diario della Linda” ho personalemnte trovato sollievo nel sapere che noi mamme riusciamo a sviluppare potenzialità inimmaginabili. So come ti senti, quanto soffri e quanta apatia si possa sviluppare di fronte a tutto ciò che ci circonda. Ma quello che mi sento di dirti, perchè è quello che ripeto a me stessa tutti i giorni, è di non mollare. Non perdere mai la speranza, non lasciarti sopraffare dallo scoramento. Prenditi tutto il tempo che ti serve per affrontare la quotidianità, non forzarti in nulla ma credi fermamente nella possibilità di tornare a sorridere con il cuore.
    Ti abbraccio di cuore e grazie ancora per aver condiviso le tue parole e la tua esperienza, sono certa anche io che confrontarsi tra di noi sia un’ottima terapia per cominciare piano piano a sperare. Grazie, Francesca

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