14/10/2013

Ciao DinDon!ieri è stata una giornata un po’ pesante. Conclusa con il rientro a casa nostra dopo 17 giorni di “sosta” a casa dai nonni. Tornare a casa è stata dura! Questa casa presa apposta per te, per il tuo arrivo. Questa casa in cui tutto era pronto per accoglierti, amore nostro! Dormivo in questo letto quando il 25 settembre sera ho rotto le acque e riaddormentarmi qui è stata dura. Mi manchi tanto, piccolo mio. Aiutami a trovare la forza di andare avanti!!

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Un pensiero su “14/10/2013

  1. ciao Federica,
    anche per me il rientro a casa è stato molto duro. Pensa che non volevo essere dimessa dall’ospedale per paura di tornare a casa. E appena sono entrata ho pianto disperata. Ho sempre amato la mia casa e avevo già pensato a quali luoghi di essa avrebbero ospitato la culletta di Alessio, l’ovetto, le sue tutine, l’occorrente per il cambio etc ect. tutto organizzato nei dettagli per accogliere al meglio il nostro piccolino. Dopo il rientro anche io sono andata pr un pò a casa dei miei complici anche le vacanze estive. Ci ho impiegato un bel pò a “far pace” con questa casa e quindi so come ti puoi sentire. Spesso guardo il vuoto che c’è nel posto in cui ci sarebbe dovuto essere il lettino di Alessio e i cassetti riempiti con le sue cose sono rimasti intatti e non credo che, almeno per il momento, sposterò nulla. Voglio che quegli spazi continuino ad essere suoi così come li avevo pensati e, quando sentirò essere arrivato il momento di spostare qualcosa, comunque esse avranno un posto visibile in casa. Per esperienza posso quindi dirti che è difficile rientrare nel letto dove dormivamo con il nostro pancione, aprire l’armadio dove c’erano i vestiti prepaman, sedersi come nel mio caso, sulla poltrona dove alla sera giocavo con lui dentro il pancione ma il passare dei giorni allevierà queste sensazioni e la tua casa tornerà ad essere tua con la presenza del tuo Din Don sempre viva ma non più tanto dolorosa. Vedrai tornerai a sentire tue quelle mura anche se adesso tutto ti riporta indietro con la memoria. Tornerai a viverla come prima anzi con un tocco in più, vedrai…
    un abbraccio, Francesca

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