Lutto genitoriale

Quanto segue è copiato dal web. Lo riporto perché lo trovo interessante e veritiero. Finora ho provato un po’ tutte le sensazioni descritte, anche se in ordine sparso:

Alcune delle cose che è possibile che si verifichino o che si provano sono:

Depressione.

Una profonda nostalgia e senso di vuoto.

Desiderio di morire.

Questa sensazione di solito passa nel tempo, quando vi renderete conto che si deve andare avanti per il
bene degli altri membri della famiglia, per voi e per il figlio che è morto.

Profonda tristezza.

Piangere spesso, a volte inaspettatamente.

Incapacità di concentrarsi su qualsiasi cosa, spesso sbagliando il posto degli oggetti.

Chiedersi: “Perché?”

Turbe della memoria.

Interrogarsi continuamente con domande senza risposta tipo:

“Se solo avessi ….?”
“Perché non ho …?”

Fare inutili colpe a sé stessi o sull’operato degli altri.

Provare collera contro di voi, i membri della famiglia, Dio, i medici
e persino contro il proprio figlio per esser morto.

Temere d’impazzire (molto normale!)

Forte esaurimento fisico: essere addolorati è un duro lavoro
e consuma molta energia!

Disturbi del sonno, oppure dormire troppo per evitare il dolore.

Sintomi fisici come pesantezza al petto o difficoltà a respirare (se queste sensazioni persistono consultare il medico), costrizione alla gola, sbadigli, sospiri, o addirittura iperventilazione e respiro ansimante.

Mancanza di appetito o eccessi alimentari.

Aumento o perdita di peso. Ansia.

(Spesso associato con comportamento iperprotettivo verso gli altri figli e membri della famiglia.)

Negazione della vostra perdita, pensando che prima o poi tornerà.

(Chiedere aiuto ad uno Psicologo se la negazione della realtà persistesse oltre un mese).

Necessità di raccontare continuamente le circostanze della disgrazia.

Incapacità di lavorare in modo proficuo.

Avere difficoltà a fare la spesa per non vedere il suo cibo preferito sugli scaffali.

Sentirsi in colpa per aver sorriso o riso, pensando:

‘come posso sorridere quando mio figlio è morto?’

(Ricordate che Loro desiderano che la nostra vita sia
felice il più possibile, nonostante tutto).

Pensare che il coniuge o altri membri della famiglia non capiscono il vostro dolore o non sono in lutto, come si pensa che dovrebbero essere,
ma ricordate che ognuno piange in modo diverso.

E’ facile perdere i vecchi amici perchè sembrano non capire il vostro dolore, perciò fate nuove amicizie attraverso gruppi di sostegno con persone che sono nelle vostre stesse condizioni e quindi in grado di capire i vostri sentimenti.

Sentirsi come se si stessero facendo progressi, per poi ripiombare nell’angoscia è normale: la guarigione di solito avanza di due passi avanti e d’un passo indietro per un lungo periodo di tempo.

Sentirsi frustrati perchè gli altri credono che sarete “più presenti” in un mese, sei mesi o un anno o addirittura pretenderlo da se stessi, senza rendersi conto che guarire è un processo molto lento. Siate pazienti con voi stessi, ricordate che non siete gli unici ad aver avuto questa esperienza.

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